Ancora.
A chi mi dice che sono forte.
Questa è la prova che non lo sono.
Ho resistito, fino ad adesso.
No more feelings.
Non mi sento.
Ma se mi sentissi probabilmente al posto del cuore avrei una poltiglia, schiacciata. Violentata, stuprata, strappata e poi rimessa insieme, per poi venire di nuovo mangiata e sputata, privata del suo sangue, dei sui battiti, della sua aria. Calpestata, offesa, tradita, schifosa poltiglia nauseabonda. Non si regge da sola. Sarebbero tanti, minuscoli pezzi informi cuciti assieme, pronti a crollare, minuto dopo minuto, dopo ogni mia lacrima sprecata per LUI. Lui che con il suo Addio mi ha ridotta così. E mi ha chiesto di perdonarlo. No. Non ti perdono. Io Ti Amo. Ma non ti perdono. Mi sento un verme fermo su una strada, aspettando la morte, schiacciato dal suo piede. E il mio sangue, il suo sapore, mi manca sempre di più. Ma non ho la forza di tagliarmi. Ho forza di scrivere, ma non di urlare. Ho forza di muovermi, ma non di fare un passo. Mi sta scoppiando la testa, lo sento, ma continuo a pensare a lui. Mi fa male. Mi fa male! E io non reagisco, perché non voglio, e ho dannatamente fame della sua schifosissima voce. Per ora ho solo il mio sangue. No, non esaudirò il suo desiderio. No, non posso. Come ha potuto lui, chiederlo anche a me. Io che ho dovuto ascoltarlo per settimane, io che soffrivo dannatamente ignorata mentre lui mi raccontava il suo Amore. Non lo cancellerò. Anche se lo facessi, lo so a memoria. Sto impazzendo. Sto impazzendo. Respiro aria che non sento dentro. Voglio che il mio cuore cessi di battere, perché così avrei silenzio per ascoltare meglio il mio pianto, e avvertire il mio dolore, e pensare a lui, in silenzio. Respiro cazzo. Respiro ancora. Non voglio.
A rivederci Davide. Non addio porca puttana, si dice arrivederci quando sai che quella persona la dovrai sentire per forza. Perché altrimenti, moriresti.
Ho preso una lama. Ho tentato di tagliarmi le vene. Non ce l'ho fatta, ma il sangue l'ho visto lo stesso. L'ho leccato, immaginando così il nostro primo bacio, il suo sapore. L'ho sentito, leccato, ingoiato, più e più volte, e ne volevo ancora.
E non piangevo.
E' questo quello che mi spaventa di più. Non riuscivo a piangere, ma io volevo, piangere. E allora ho fatto tagli più profondi. Il dolore, bruciante, immaginavo lo stesse sentendo anche lui, insieme a me, per avermi detto addio, e fatto la domanda più stupida di questo mondo:
Stai soffrendo?
. . . . . . .
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maria grazia g.
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confusion is my companion.
tarantella all'inazione
musa di nessuno
` io non tremo, è solo un pò di me che se ne va.¸
maria grazia ha quattro genitori, diciassette anni, cento domande, mille rimorsi.
un cuore ed un cervello che raramente collaborano in sintonia.
troppe pretese.
lei preferisce parlare di se stessa in terza persona perchè a scriverne in prima la tentazione di descrivere un altro essere più senziente di lei sarebbe incontenibile. è divisa in parti incongruenti fra loro, e per tenersi insieme si aggrappa a quelle poche certezze che tiene nelle mani, quelle che sempre più piano ha visto diminuire di numero, costringendola ad edificare un istinto di conservazione più restrittivo che ha messo davanti a lei
copie
su copie
su copie
fino a smarrirsi da sola, per doverci infine restare, per poter dire di non aver mai perso qualcosa in prima persona o vissuto, in prima persona.
perchè così è più comodo, è facile, è indolore e a volte, è anche divertente. per fingere di aver vinto quando invece si sta perdendo tutto, fuorchè la capacità di autodanneggiarsi all'infinito.
maria grazia è una di quelle persone che si vergognano delle quelle emozioni troppo forti che riescono ad uscire dalla propria bocca con troppa leggerezza, ed è per questo che, spesso, preferisce banalizzare e degradarsi alla sensibilità di una miccia nel polo artico, censurandosi la mente, accettando l'ultimo posto sul podio pur di non mostrare almeno un pò quelle spaccature che ogni tanto velocizzano il suo conto alla rovescia.
quando non riesce a tacersi, eccede nell'opposto, e diventa fuori dalla sua portata.
non ha limiti che non siano i suoi.
fuma old holborn giallo con filtri OCB e rizla blu.
da queste parole sembra una depressa alcolizzata cinquantenne e va fiera di non aver più l'istinto di continuare a scrivere ancora.
e a volte
pensa che voi non siate proprio un cazzo di niente.
o si ama o si odia.
( se scrivevo
'' sono na gran testa de cazzo '' ricevevo le stesse espressioni, ma
CRISTO se non amo fare la melodrammatica. )
ossigeno
le tragedie, appunto; le pennichelle pomeridiane, che inevitabilmente si prolungano fino a sera; bigiare scuola ad un passo dal portone; il finestrino aperto in macchina; ruolare, ruolare, ruolare;
FLIRTARE CON GLI SCONOSCIUTI; raccogliere sguardi curiosi nell'autobus; osservare in silenzio e far finta di niente se qualcuno richiama la tua attenzione; ossessionarmi; ping pong;
I TRASTULLI !; farmi foto trash col cellulare anche in mezzo alla strada; le lenti a contatto colorfull; il dolce faruncazzo; ma poi fare qualcosa di utile ( per me ); avere un pubblico che mi compatisca a comando; farmi odiare, ma poi rimediare;
NARGHILE' CON BEA; il calippo; la penombra; roma e i suoi odori nascosti nei vicoli di san lollo; dar l'impressione di avere ragione, e magari cannando invece alla stragrande; il mondo nintendo;
i sogni erotici che ti ricordi a metà; pogare anche gli offlaga disco pax, basta che si poghi; la pioggia; il glicine e le rose bianche; tante altre cose, tanta gente;
giaia.
male di miele
la mia lista di priorità; il perbenismo; essere una di quelle persone che desiderano una cosa ma quando ce l'hanno ci cagano sopra; farmi prendere la mano; il mio accettare spesso attitudini inaccettabili; il mio bioritmo sfasato; le faccine di msn; tutta 'sta tecnologia del menga; l'acqua panna; la fame nervosa; il caldo boia; il mio corpo, grazie; finire i soldi del cellulare durante una conversazione clue; odio anche il cellulare in fondo; quelli che 'non ha capito proprio un cazzo della vita'; ma anche quelli che 'io dico le cose in faccia' e invece te le sparano dietro senza passare dal via; veder crollare rapporti senza che io ne abbia colpa; odio aver odiato, probabilmente; tante altre cose;
giaia.
tutti gli uomini del presidente
ataque de nervios;
bamboladivetro;
batmanisdead;
chezmissmartha;
carrecentrismo;
endorphines;
fanculizzati;
forsakenpianist;
parcoeur;
leilui;
lostintherain;
mangrovia;
miriadel;
myneverneverland;
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pondicherry;
stupidamocciosetta;
ninecrimes;
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