In codesto post verranno usati bizzarri ed alquanto inusuali tempi verbali per il puro gusto di non farvi capire un cazzo, indi per cui glisserò su quest’incipit assai incoraggiante per spiegarvi perché mai io abbia voluto riesumare ‘sta minchia di piccolo spazio virtuale ( coglietemi la citazione storpiata, vi prego ):
1; perché rompete davvero tutti le balle con meeeeri acciòrna dio infelice.
2; perché un pò mi faceva pena.
3; perché è Natale e siamo tutti più buoni.
29 Dicembre
Giornata un pò disarmante. Mi sveglio e vedo Cosimo in mutande. ( eh. ) Successivamente realizzo che sono rimasta a dormire a casa di Paolo, e che ho un discreto mal di pancia perché Enrico ( che sarebbe il mio finto ragazzo – che sarebbe sempre paolo – che sarebbe una storia lunga – che devo scrivere lo stesso qui altrimenti Bea mi ammazza ) la notte precedente aveva costretto me e Dottor Cox a mangiare i fagiolini lessi con tre tipi di pepe diversi + pasta in bianco con un’intera busta di parmigiano. Son problemi. Torno a casa, alle sei mi sveglia Fede ( + mary sorride ) e ci incontriamo. Glisso bellamente sugli argomenti trattati con lui ( + mary smette di sorridere ) per dire che abbiamo incontrato Ska al New Age che stava con Wendy e qualche altro essere umano il cui nome, purtroppo, che sfiga, non mi è pervenuto. L’unico argomento interessante da lei toccato è stato il video 2girl1cup che penso un po’ tutti conosciamo. Il Cox mi snobba altamente per andare a quel cazzo di locale Jazz ad ascoltare, per l’appunto, Jazz, pisciando anche Pd che sciallo mi chiama mentre torno a casa – meri sono libero. Io sto davanti al portone di casa, tiro un porcone e mi sollazzo mentalmente col pensiero di una bella pizza calda, purtroppo rimasta pensiero.
28 Dicembre
Vibra il cellulare alle dieci di mattina ‘MARY SONO MEG ANDIAMO DAL PARRUCCHIERE DEI VIPS CHE DEVO FARMI LA MESSA IN PIEGA !’ – ‘OK MEG MA PERCHE’ CAZZO A QUELLO DEI VIPS CHE COSTA UN RENE PORCO DIO’ Nessuna risposta. Vi basti sapere che mi sono tagliata i capelli alla Raffaella Carrà e fortunatamente non sembro un panettone, sebbene avessi voluto un taglio un po’ più futuristico, ma il Parrucchiere è eterosessuale e di conseguenza non capisce un cazzo. Incontriamo il Beef ( che si ostina a fumare le Lucky Strike Rosse quando io le voglio Morbide e non gliele posso scroccare ) che ci scorta a piazza fiume e qui incontriamo Fede. Ovviamente la parola d’ordine è: Bowling. Signori e Signore, tra i tre Strike effettuati dal Team, due li ho fatti io. Resto qui fino al 2008 per gli autografi. Purtroppo arrivo seconda perché Beef mi apre il culo come una noce, Meg terza e Fede ultimo. Tuttavia mi sentii troppo distorta come un angelo anormale ( che cade. Offendimi se odiare è un crimine il prezzo è uguale – va bene, sto ascoltando i Verdena. ) usciti, la felice coppietta si avvia per la sua strada e io e Fede ci avviamo al suo motorino ( mortacci tua Fede il casco ) e qui illuminazione: chiama Iolanda, disperata e piangente, che mi supplica di andare a Termini ( notare che la Stazione più famosa di Roma alle otto di sera non è proprio il luogo più carino da frequentare, ma per lei questo ed altro. ) mangiamo al Mc come delle scrofe e ci mettiamo a fumare/spettegolare al Binario 7 davanti un treno notte perché, parole sue, così ci ricordavamo la partenza per Gallipoli. Ma allora dillo prima. Tuttavia, la serata non si conclude qui. Ci avviamo a Campo de Fiori, dove ci ferma uno sconosciuto che ci chiede se siamo fidanzate.
Iolanda: Si, e stanno arrivando. Si chiama Giacomo.
Sconosciuto: - rivolto a me – e tu ?
Me: Ovvio, Enrico arriva fra poco .. Ah, eccolo ! * indica Paolo che sta arrivando con Cox + gli si avvicina * tu ti chiami Enrico e sei il mio ragazzo.
Pd: Nessun problema, palpami il culo.
E mentre Iolanda e Giacomo/Cosimo ed io ed Enrico/Paolo ( con tanto di mano mia sul suo deretano ) ci avviamo a casa di MoVetti, sconsolato, lo sconosciuto, abbandona l’area di caccia per darsi all’ippica. Io però non vorrei dire cosa è successo a casa di Moretti, perché è alquanto imbarazzante. Mischiate Funky Town, sostanze illecite assunte per fini ricreativi e discorsi sul Burka. Spero di aver dato un’idea, perlomeno vaga, di quel che noi abbiamo potuto combinare. Fatto sta che quella sera verrà ricordata come La Marcia Ultima del Dottor Cox, Pd e Meri Graceh al freddo e al gelo, chè abbiamo camminato come profughi dal portone di Moretti a Termini con un giramento di capoccia comune, intenti a programmare il torneo chiusissimo di GTA alla Playstation una volta tornati a casa. Addormentati alle quattro, con lo stomaco pieno di pepe.
27 Dicembre
Ah ma qui si tocca l’apice delle comiche natalizie. Ore dieci Piazzaqualcosa: Io&Beef, seguiti a rotella da Meg e Fede. Stavolta la méta è il Palaghiaccio. Tra l’altro avrei una puntualizzazione, pressoché fondamentale, da fare a tutti quelli che credono che saper pattinare sui Roller Blade aiuti in qualche modo a pattinare sul ghiaccio: mito sfatato non appena ho provato a fare un passo sulla lastra. Mi sono sentita come la prima volta che la classica compagna obesa delle elementari antipatica, bruna e temuta da tutti mi disse che Babbo Natale non esisteva. Cristo, le cadute, ma le cadute. Quanto mi rodeva il culo quando i bambini di cinque anni mi tagliavano la strada a 70 all’ora, porca miseria ( e mi rode tutt’ora ). Almeno mi sono consolata con uno Zucchero Filato dopo.
Pomeriggio lo passo su msn a parlare con Fede mentre lui beve scotch e io un Bacardi pescato in frigo, alle cinque ci vediamo ( Lui costretto a ripescarmi a Piazza Alessandria perché mi ero persa, nonostante il mio non comune senso dell’orientamento ) intenzionati ad andare al Bandana per un altro giro di Alchool. Ebbene si, siamo degli alcolizzati. Ma almeno ho avuto un degno compare al fianco.
26 Dicembre
Che dire. In questa giornata mi sono sentita molto Centauro. L’ho passata, in gran parte, sul motorino di Fede con lui davanti a fare il giro di Roma, beccando le più bastarde buche di Via Nazionale ed i sanpietrini. Gliel’ho detto, fossi nata con cromosomi diversi l’avrei sverginato analmente non sa quante volte. Tra l’altro io amo quest’uomo perché mi ha insegnato a guidare il suo gioiellino in un parcheggio dimenticato dal mondo, mi sono sentita sedicenne. Altra nota degna di merito: Enzo è venuto a Roma. Uso un tono non troppo allegro per motivi che la mia stretta cerchia di affetti conoscerà senz’altro. E dire che due settimane fa ero solo che felice di questa notizia. Vabbè.
25/24 Dicembre
In largo anticipo ( ironia portami via ) vi auguro Buon Natale. Ho rivisto persone di cui nell’arco di quest’anno mi ero dimenticata l’esistenza, i parenti, i cugini, gli amici di famiglia. Ho fatto un torneo di karaoke assieme a mio Zio, e ovviamente ha vinto la sottoscritta. Ho rivisto i miei due falsi cugini e, come di consueto in queste occasioni, ce la siamo sentita molto calla. Divertimento e Tradizione, un cocktail assolutamente perfetto. Questi due giorni sono stati splendidi. ( anche se ho non poco stressato Fede perché stavo morendo quando all’inizio della serata mio padre, convintissimo, si è appropriato del microfono e ha cominciato a cantare le peggio canzoni sud americane. )
21 Dicembre
Tasso in autogestione, ragazzi che corrono con lo skate nei corridoi ed una scena imperdibile che ha fatto calare di molti punti la mia invidiabile reputazione ( ma dove, ma quale. ) Io e Meg nell’aula adibita alla lezione di Tag, lei che gioca a spider su un portatile, quando mi accorgo che abbiamo anche un proiettore. L’equazione finale è di una banalità disarmante. La partita viene direttamente proiettata su una parete bianca ( e su molte teste ), mentre io guido le mani non proprio esperte del mio fungo ad alta voce osservando l’immagine dello schermo proiettata sul muro, con attorno una ventina di facce perplesse che mi guardano, con ragione per carità, lievemente interdette. Stupendo. La sera io e Fede ci avviamo a casa di Cam per la festa a sorpresa per Maria.
Alla festa.
Eu: Mary, ma la festa non era anche per te ?
Mary: Cosa, scusa ?
Eu: Si, mi avevano detto che era anche per te, auguri !
Margherita ascolta la conversazione: Eu, puoi venire in cucina un istante ?
Si avviano, e dal soggiorno sento Meg che esclama a pieni polmoni: Eu, sei una grandissima testa di cazzo !
Altra scena degna di nota, in bagno me e Paolo che ci guardiamo allo specchio. Poi quello screanzato mi accoglie fra le sue possenti braccia e accompagnandomi in una danza inneggiata allo sclero più totale comincia ad urlare: BUON SEDICESIMO MERI GRACEH !
E nel mentre di tutto ciò, qualcuno apre la porta. Ci fermiamo un attimo e notiamo lo sguardo più o meno stupefatto di Bea che ci guarda attonita sulla soglia.
Le risate.
Ma insomma si, doppia festa a sorpresa per me. La prima non era propriamente una festa, ma è stata certamente più inaspettata della seconda. Il sedici, data del mio compleanno ( in cui io sfigata giacevo sul letto leggermente malata ) non so cos’ho provato quando, aprendo la porta di casa, mi son ritrovata le loro facce ebeti mentre esclamavano ‘ BUON COMPLEANNO MERI ! ‘ con la cosa più bella che potessero regalarmi: il Narghilè. Oddio l’orgasmo, e chissenefrega se ho già finito il Tabacco, è troppo troppo buono.
In questo periodo mi è stata data l’occasione di conoscere nuove persone, e rivalutarne altre. Mi sono temporaneamente allontanata da taluni individui e riavvicinata ad altri, per mia volontà, per loro volere, o semplicemente per caso.
Il Dottor Cox, ad esempio. Persona che ho cominciato a stimare moltissimo, sebbene reputi ancora che sia davvero impossibile girare con lui per strada, perché conosce tutti ed ogni cinque metri lo fermano, cazzo. Ma è anche troppo bello il modo in cui lo vedi arrivare, con quel ciuffo ribelle, la sciarpa di cachemire, il cappotto lungo nero ed il passo da funky gallo. Ti viene proprio da dire: si, quello è amico mio, e ne vado fottutamente fiera.
Cristina, per la quale nutro il più sincero affetto, e nemmeno lei sa quanto avrei voluto che fosse stata con me in questi giorni. Ho attivato mentalmente il countdown per quando tornerà in patria, perchè ho segretamente coltivato la certezza che l’Israele non sia davvero il suo posto, perché casa sua è qui, a Roma. Che in questa città ci sia anch’io tra l’altro non è affatto un caso.
Giacomo. Tasto dolente, ammetto. Continuo a ripetere che posso fare a meno di certe persone che non riconoscono i loro errori e se ne fregano altamente anche delle amicizie più importanti ( perché per me questo era, importante ) ma non è vero, non ho gettato ancora la spugna. Forse non ci saranno nuovi pomeriggi sdraiati a Villa Borghese a discorrere su argomenti campati in aria in tempi brevi, ma è una persona che non me la sento ancora di perdere totalmente. Forse ho più bisogno io di lui che lui di me, ma è doloroso ammettere anche questo, per me, ora come ora. Spero che qualcosa di questi tre anni sia rimasto, ancora. Spero che davvero non sia finito tutto così, dissolto nel nulla, per niente. Anche se è difficile crederlo. Incomprensioni a gogo.
Ma soprattutto, e non a caso l’ho lasciato per ultimo, Federico.
Me: Dio, siamo diventati amici.
Fede: Ce ne abbiamo messo, di tempo.
Credo di dovermi autocitare: un lampo avvolgente che non se ne va più.
Lo conosco da relativamente poco tempo, presumo ancor meno di un anno. In verità abbiamo cominciato a frequentarci non più di una settimana fa, e nel giro di questo lasso di tempo incredibilmente breve siamo diventati culo e camicia, come si suol dire. Un ragazzo estremamente interessante, col quale purtroppo ho scoperto solo ora di stare più che bene in sua compagnia, che sia ad una festa, in un pub, o al freddo seduti in una piazza a caso. Dotato di un certo carisma, devo dire, ma anche di una dolcezza che probabilmente lui è inconsapevole di riuscire a suscitare. Oltre che a tutti quanti, vorrei dire Grazie specialmente a lui, per le bellissime parole, per gli abbracci, gli innumerevoli giri in motorino aggrappata al suo giubbotto, le tempestive promesse d’amicizia e per la fiducia che ripone in me e che io ripongo in lui, cosa che non è necessariamente una conseguenza. Gli voglio bene, indubbiamente. Finora ho potuto apprezzare i suoi innumerevoli pregi, scoprendo ben pochi difetti. Anche per Fede, chiudo con la speranza, speranza che questo rapporto perduri anche dopo la fine delle vacanze.
Ci sono poi tutte quelle persone facenti parte della mia quotidianità per le quali i miei sentimenti sono rimasti invariati: li adoro, interamente.
E non sto parlando di un Nicco a caso, ma di Bea, Meg, Ioly, Maria, Cam, Beef, Paolo, e .. altri, sicuramente. Inutile trascrivere quel che provo per tutti loro, non ci riuscirei.
E adesso andate un po’ tutti affanculo perché sto post è diventato di uno smielato allucinante e io mi sto mangiando le mani. Adieu, merci pour l’attention et tirez-vous dans la chatte.
