LA NECESSITA' DELLE DONNE
scusate, ricomincio.
il mio cervello elabora e poi dimentica come fosse quello di un pesce rosso in meno di tre secondi. Infatti io proprio non riesco a condividere l'impulso atavico che provo nel voler attirare l'attenzione di un ipotetico qualcuno su di me mediante comportamenti talmente eccessivi e colorati da risultare automaticamente degradanti, per la mia persona, per il mio ego, e per quello che appaio.
la maggior parte delle volte in maniera irrimediabile, riesco a deturpare un quadro generale - a cui manca solo uno sfondo rettangolare, ed un cavalletto da 69 euro - che, preso da solo, in una notte bagnata di caldo come questa romana, appare sufficiente così, armonioso nelle proprie sfumature, irreale ma non impalpabile. così io mi sono ritrovata a definirci, nella penombra della mia camera a tre lati e mezzo
irreali ma non impalpabili.
( o è il contrario ? )
è così spontaneo il senso di rigetto che provo verso l'aggettivo sufficiente che credo di aver provato, in quel momento solitario, un altrettanto solitario brivido di freddo; non accettavo quel giudizio sulle pagelle delle elementari, dovrei accettarlo ora sulla scheda di valutazione di un rapporto ?
insufficiente
sufficiente
buono
distinto
ottimo
signori, io ho sempre sostenuto di essere la persona più accomodante del mondo - ammissione che mi rende allo stesso tempo anche incredibilmente ipocrita, ma questa è la minestra o quella è la finestra - e quindi che non mi si reputi stretta di voti, per cortesia: il fatto di aver però degradato quel distinto a sufficiente ( o quasi ) nel lasso di tempo che il romano medio impiegherebbe per decidere, a questo punto, d'andasse affà du spaghi, solleva molte questioni, forse non adatte ad una scheda da sufficiente, fra le quali ne spicca una sola, altrettanto sufficiente ( a sua volta ) da arenare la barca della mia pessima condotta e fermarmi nel porto degli impulsi inadeguati:
cosa cerco, io, in un rapporto ?
ma anche
sono davvero nella posizione di poter dare voti ed avanzare giudizi ?
ultimamente prendo decisioni affrettate e ponderate male.
compio delle scelte al cui pensiero mi mordo il labbro inferiore.
e mi sono appena ricordata il detto:
per ballare il valzer bisogna essere in due.
posso aver finito, adesso.
(
APERFECTMIND è tornato, forse non come prima, perchè nemmeno io lo sono. ma il suo bioritmo è simmetrico al mio, come anche i colori che ancora ispirano le sue parole, sanno riaccendere in me la speranza di confidare ancora nella capacità di trasmettere, attraverso pixel insignificanti, altre sfumature atte a completare una tela dannatamente imperfetta, pitturata da una mente perfetta. e vi prego - vi
SCONGIURO ! - non prendetelo troppo sul serio, stavolta.
è solo un altro inizio. )
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tarantella all'inazione
musa di nessuno
` io non tremo, è solo un pò di me che se ne va.¸
maria grazia ha quattro genitori, diciassette anni, cento domande, mille rimorsi.
un cuore ed un cervello che raramente collaborano in sintonia.
troppe pretese.
lei preferisce parlare di se stessa in terza persona perchè a scriverne in prima la tentazione di descrivere un altro essere più senziente di lei sarebbe incontenibile. è divisa in parti incongruenti fra loro, e per tenersi insieme si aggrappa a quelle poche certezze che tiene nelle mani, quelle che sempre più piano ha visto diminuire di numero, costringendola ad edificare un istinto di conservazione più restrittivo che ha messo davanti a lei
copie
su copie
su copie
fino a smarrirsi da sola, per doverci infine restare, per poter dire di non aver mai perso qualcosa in prima persona o vissuto, in prima persona.
perchè così è più comodo, è facile, è indolore e a volte, è anche divertente. per fingere di aver vinto quando invece si sta perdendo tutto, fuorchè la capacità di autodanneggiarsi all'infinito.
maria grazia è una di quelle persone che si vergognano delle quelle emozioni troppo forti che riescono ad uscire dalla propria bocca con troppa leggerezza, ed è per questo che, spesso, preferisce banalizzare e degradarsi alla sensibilità di una miccia nel polo artico, censurandosi la mente, accettando l'ultimo posto sul podio pur di non mostrare almeno un pò quelle spaccature che ogni tanto velocizzano il suo conto alla rovescia.
quando non riesce a tacersi, eccede nell'opposto, e diventa fuori dalla sua portata.
non ha limiti che non siano i suoi.
fuma old holborn giallo con filtri OCB e rizla blu.
da queste parole sembra una depressa alcolizzata cinquantenne e va fiera di non aver più l'istinto di continuare a scrivere ancora.
e a volte
pensa che voi non siate proprio un cazzo di niente.
o si ama o si odia.
( se scrivevo
'' sono na gran testa de cazzo '' ricevevo le stesse espressioni, ma
CRISTO se non amo fare la melodrammatica. )
ossigeno
le tragedie, appunto; le pennichelle pomeridiane, che inevitabilmente si prolungano fino a sera; bigiare scuola ad un passo dal portone; il finestrino aperto in macchina; ruolare, ruolare, ruolare;
FLIRTARE CON GLI SCONOSCIUTI; raccogliere sguardi curiosi nell'autobus; osservare in silenzio e far finta di niente se qualcuno richiama la tua attenzione; ossessionarmi; ping pong;
I TRASTULLI !; farmi foto trash col cellulare anche in mezzo alla strada; le lenti a contatto colorfull; il dolce faruncazzo; ma poi fare qualcosa di utile ( per me ); avere un pubblico che mi compatisca a comando; farmi odiare, ma poi rimediare;
NARGHILE' CON BEA; il calippo; la penombra; roma e i suoi odori nascosti nei vicoli di san lollo; dar l'impressione di avere ragione, e magari cannando invece alla stragrande; il mondo nintendo;
i sogni erotici che ti ricordi a metà; pogare anche gli offlaga disco pax, basta che si poghi; la pioggia; il glicine e le rose bianche; tante altre cose, tanta gente;
giaia.
male di miele
la mia lista di priorità; il perbenismo; essere una di quelle persone che desiderano una cosa ma quando ce l'hanno ci cagano sopra; farmi prendere la mano; il mio accettare spesso attitudini inaccettabili; il mio bioritmo sfasato; le faccine di msn; tutta 'sta tecnologia del menga; l'acqua panna; la fame nervosa; il caldo boia; il mio corpo, grazie; finire i soldi del cellulare durante una conversazione clue; odio anche il cellulare in fondo; quelli che 'non ha capito proprio un cazzo della vita'; ma anche quelli che 'io dico le cose in faccia' e invece te le sparano dietro senza passare dal via; veder crollare rapporti senza che io ne abbia colpa; odio aver odiato, probabilmente; tante altre cose;
giaia.
tutti gli uomini del presidente
ataque de nervios;
bamboladivetro;
batmanisdead;
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fanculizzati;
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