l'autunno ovunque
In questi primi giorni di settembre, andando a ritroso nel tempo di appena due anni, ritrovo solo ricordi che vorrei seppellire in un angolo a consumarsi celermente, col loro puzzo di alchool, salato e sangue acido, e tutti quei rumori, quelle cacofonie che fastidiosamente puntuali li seguivano e che, ogni tanto, ancora ricordo con un certo ardore. Avanzo di appena un anno, e lo spettacolo differisce per scenografia ma non per intenti, come poi volevasi dimostrare. Un salto e sono qui davanti al pc, con gli occhi sbarrati dal terrore davanti allo schermo, fra le mani la consapevolezza di aver appena rivisitato una vecchia parte di me che speravo non avrebbe più sentito il bisogno di riaffiorare, non più, non dopo quest'estate. Parole che uscivano da sole e nel passare mi strappavano via una parte di cuore torturando e torturandomi, quell'impulso di fermarsi, di fare marcia indietro, di tacere le labbra ancora per qualche istante e la conseguente replica del mio corpo che, senza ragione, senza scarto di tempo, con una volontà propria ha gettato, afferrato, stretto, ferito. Ho urlato oscenità, discorsi per me del tutto insani, promosso la violenza fisica, guardato negli occhi la preda fino all'ultimo concedendomi solo qualche attimo di tregua per quel fastidioso pizzicore agli occhi e dato adito ad un lato di me che credevo morto, e ne ero felice. Per un istante, per un orrendo istante, quell'illusione di potere che sentivo vibrarmi sulla spina dorsale mi ha portato al cervello un pizzico di adrenalina in più, regalandomi un sorriso ferale, che non ho mancato di cancellare quasi istantaneamente dalla mia bocca, lasciandolo li, in bella vista, quel tanto che bastava per farlo cogliere prima a lei, e poi a me stessa.
Non so più cosa pensare.
'' l'ho capito solo oggi, lo vedo nei tuoi occhi.
tu,
saresti pronta ad ammazzarmi anche adesso. ''
Perdonami. Te ne prego.

progressione
La tendenza intrinseca del mio essere nel compiere all'ultimo istante possibile anche le azioni più insignificanti entro un termine di tempo relativamente imminente mi risulta, alle otto dell'otto del sette dell'anno zerootto ( cazzo, se era ottobre facevo più bella figura ) un dejà vu sempre più deplorevole ed intimidatorio. Di buoni propositi mi farcisco il cervello a perdifiato, chè nonostante sia, di fondo, una pantofolaia con ben poche altre cose da aggiungere, sono una persona capace di intendere e di volere, e di conseguenza riconoscere, o meglio, discernere, cosa sia meglio o meno, attualmente, per me stessa. Continuo tuttavia a mantenere, indicibilmente, il mio status quo, antecedendo di fronte impegni ben più utili e salutari qualsiasi altra attività che esuli completamente dai campi divini dell'obbligo morale e sociale il mio bisogno decisamente non tale di gettarmi in quello strapiombo dove, certamente, vorremmo sempre passare qualche ora in più: lo scazzo brado, di quello peso che ti siedi ingombrandoti di cuscini, ti togli i pantaloni e ti circondi dei bisogni primari di cui ogni buon uomo necessita - che sono, in ordine di importanza: tabacco, coca cola + eventuali spuntini & telecomando/pc - ora, che iddio mi fulmini, ma questa holy trinity ai miei occhi assume una bellezza ben lungi dal padre, il figlio, e lo spirito santo. ( omg eresia, bruciatemi al rogo, pardon ! )
Lo so cosa state pensando.
totale mancanza di forza di volontà.
Ebbene si, faccio schifo, ma almeno io lo ammetto.
In compenso ( e lo so che i più acuti avranno notato il mio frivolo tentativo d'evasione all'argomento succitato, e rispondo si anche a questa, ho cominciato così solo per gratificare quel colabrodo della mia autostima, stronzi ) durante quest'estate soddisfacente è nato in me un neo impulso di riprovare a scontrarmi, e lo scrivo con questa prudenza per paura di averlo rivelato molto prima che questa sensazione si sia solidificata sulla parete dei miei buoni propositi. Roba da nulla probabilmente, ma i manieri nascono dai mattoni, e vai con le frasi fatte. Oppure, ho notato diversi mutamenti, seppur lievi, nel modo in guardo alle cose, siccome abbiamo parlato del modo in cui non le affronto. Non ho ancora raggiunto quella percezione luminosa del mondo che mi ero prefissa e che agogno da tempo ( checchè se ne dica, la vita è bella, e già questo è un passo verso il successo del proposito ) ma quella vischiosa ed avvolgente ombra che ritrovavo ovunque ruotassi lo sguardo è progressivamente dissipata, per mezzo di alcune mie prese di coscienza abbastanza significative, lasciando il posto ad una penombra meno gelosa che mi lascia ben più spazio di manovra. Per spiegarmi meglio: è come durante una convalescenza in seguito ad una brutta influenza, in cui anche alzarti dal letto sfatto e prendere un bicchiere d'acqua ti sembra uno sforzo che evidentemente non ti sembra valga la pena compiere, per poi, giorno dopo giorno, accorgerti che la tua gola arsa non può attendere oltre l'ausilio di mammina, e che dopotutto il tuo letto è diventato puzzolente ( pur comodo ) come il tuo rimandare ad un altro momento qualsiasi tutte quelle cose che potresti fare comodamente adesso, impiegando un quarto della forza che usi per elaborare sempre più intricati trip mentali che vanno naturalmente formandosi quando la propria esistenza offre ben poche preoccupazioni reali, fino a realizzare che per giungere ad uno stato di sanità fisica mentale almeno apparente non devi compiere le fatiche d'ercole, ma cominciare a fare un passo nella direzione giusta ( e questa, signori, cambia da persona a persona, un pò come la chiave della felicità, roba prettamente individuale. ) so attribuire agli eventi ed a tutto ciò che mi circonda un nuovo valore, e questo posso dirlo in relazione al fatto che vivendo le stesse esperienze riscopro in me una buona percentuale che agisce in maniera totalmente differente da quanto visto in precedenza, nonostante mi riconosca alla perfezione in diversi atteggiamenti, ma il bagaglio d'esperienza e le peculiarità del nostro carattere sono due elementi caratterizzanti di una persona che spesso viaggiano sullo stesso treno, poche volte nello stesso binario, ancor meno seduti a fianco, tenendo a mente anche che ognuno ha reciprocamente un raggio di potere decisamente ampio. In sostanza, evito di dilungarmi nuovamente, e vi svelo l'arcano: nemmeno io so dove volevo andare a parare, ma mi sento pressappoco bene ( cioè, non ho dormito che due ore nelle ultime 28, però ok ) e volevo condividerlo in chiave metaforica col mondo, rendendolo partecipe del mio processo di stabilizzazione.
Forse comincio a capire perchè li chiamano i migliori anni della nostra vita, questi.
( renato zero è dio, pochi cazzi. )

on air
follow her
anobii:
unbelivable
dA page:
queen of crows
facebook:
maria grazia g.
friendster:
acca due odio
hobby:
nomination graphic
lastFM:
bery-chan
msn space:
maryfigazz
myspace:
H20dio under construction
netlog:
tanzbambolina
twitter:
maitresse
la gente sta male
Everything around me revolves
around one single point
I'm sure of
my confusion
No matter what I do
I'm never really mentally there -
confusion is my companion.
tarantella all'inazione
musa di nessuno
` io non tremo, è solo un pò di me che se ne va.¸
maria grazia ha quattro genitori, diciassette anni, cento domande, mille rimorsi.
un cuore ed un cervello che raramente collaborano in sintonia.
troppe pretese.
lei preferisce parlare di se stessa in terza persona perchè a scriverne in prima la tentazione di descrivere un altro essere più senziente di lei sarebbe incontenibile. è divisa in parti incongruenti fra loro, e per tenersi insieme si aggrappa a quelle poche certezze che tiene nelle mani, quelle che sempre più piano ha visto diminuire di numero, costringendola ad edificare un istinto di conservazione più restrittivo che ha messo davanti a lei
copie
su copie
su copie
fino a smarrirsi da sola, per doverci infine restare, per poter dire di non aver mai perso qualcosa in prima persona o vissuto, in prima persona.
perchè così è più comodo, è facile, è indolore e a volte, è anche divertente. per fingere di aver vinto quando invece si sta perdendo tutto, fuorchè la capacità di autodanneggiarsi all'infinito.
maria grazia è una di quelle persone che si vergognano delle quelle emozioni troppo forti che riescono ad uscire dalla propria bocca con troppa leggerezza, ed è per questo che, spesso, preferisce banalizzare e degradarsi alla sensibilità di una miccia nel polo artico, censurandosi la mente, accettando l'ultimo posto sul podio pur di non mostrare almeno un pò quelle spaccature che ogni tanto velocizzano il suo conto alla rovescia.
quando non riesce a tacersi, eccede nell'opposto, e diventa fuori dalla sua portata.
non ha limiti che non siano i suoi.
fuma old holborn giallo con filtri OCB e rizla blu.
da queste parole sembra una depressa alcolizzata cinquantenne e va fiera di non aver più l'istinto di continuare a scrivere ancora.
e a volte
pensa che voi non siate proprio un cazzo di niente.
o si ama o si odia.
( se scrivevo
'' sono na gran testa de cazzo '' ricevevo le stesse espressioni, ma
CRISTO se non amo fare la melodrammatica. )
ossigeno
le tragedie, appunto; le pennichelle pomeridiane, che inevitabilmente si prolungano fino a sera; bigiare scuola ad un passo dal portone; il finestrino aperto in macchina; ruolare, ruolare, ruolare;
FLIRTARE CON GLI SCONOSCIUTI; raccogliere sguardi curiosi nell'autobus; osservare in silenzio e far finta di niente se qualcuno richiama la tua attenzione; ossessionarmi; ping pong;
I TRASTULLI !; farmi foto trash col cellulare anche in mezzo alla strada; le lenti a contatto colorfull; il dolce faruncazzo; ma poi fare qualcosa di utile ( per me ); avere un pubblico che mi compatisca a comando; farmi odiare, ma poi rimediare;
NARGHILE' CON BEA; il calippo; la penombra; roma e i suoi odori nascosti nei vicoli di san lollo; dar l'impressione di avere ragione, e magari cannando invece alla stragrande; il mondo nintendo;
i sogni erotici che ti ricordi a metà; pogare anche gli offlaga disco pax, basta che si poghi; la pioggia; il glicine e le rose bianche; tante altre cose, tanta gente;
giaia.
male di miele
la mia lista di priorità; il perbenismo; essere una di quelle persone che desiderano una cosa ma quando ce l'hanno ci cagano sopra; farmi prendere la mano; il mio accettare spesso attitudini inaccettabili; il mio bioritmo sfasato; le faccine di msn; tutta 'sta tecnologia del menga; l'acqua panna; la fame nervosa; il caldo boia; il mio corpo, grazie; finire i soldi del cellulare durante una conversazione clue; odio anche il cellulare in fondo; quelli che 'non ha capito proprio un cazzo della vita'; ma anche quelli che 'io dico le cose in faccia' e invece te le sparano dietro senza passare dal via; veder crollare rapporti senza che io ne abbia colpa; odio aver odiato, probabilmente; tante altre cose;
giaia.
tutti gli uomini del presidente
ataque de nervios;
bamboladivetro;
batmanisdead;
chezmissmartha;
carrecentrismo;
endorphines;
fanculizzati;
forsakenpianist;
parcoeur;
leilui;
lostintherain;
mangrovia;
miriadel;
myneverneverland;
parolesfavillanti;
pondicherry;
stupidamocciosetta;
ninecrimes;
trees;
categorie
changescomunicationsdelirio etilicolaif is nawlo scazzo che pesamasturbazione mentalenonsensenullafacendoprese di coscienzareflectionstestvittimismo andante
tutto domani
gennaio 2009
febbraio 2009
marzo 2009
aprile 2009
maggio 2009
(
2008 )
(
2007 )
(
2006 )
pochi istanti nella lavatrice
*loading* chiamate senza risposta
sulle labbra
disclaimer
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7-3-2001
credits
© Hosting by
Splinder and
Imageshack
© all credits in
folder
© Html & Template by
Maitresse
Distribuito su NOMINATION