gli errori veri son più forti poi quando fan finta di esser morti, lo sai
giuro che lo cancello
sto male sto bene sto alla grande una vera merda una cosa che proprio guarda da impazzire di gioia e vomito stomaco e sangue che ribollono al solo pensiero
( di te )
a volte rido dei miei brividi e a volte inneggio all'annullamento percettivo delle mie viscere che si rincorrono allegramente dando vita ad un'orgia di nervi fracassandomi l'addome in quei quindici centimetri quadri dove dovrebbe trovar pace la tua testa poggiata calda e invadente
( come sei tu )
mi muovo come un pezzo di legno incastrato fra la tua voce e l'inguine per paura di perdere tutto nel fumo del mio vecchio holdborn senza dire una parola soffiando via il minimo sindacale per trattenere ossigeno
le farfalle sono elefanti
welcome to the jungle of my badiii
la rotonda di vene mi scalda interamente tranne le mani e prendendomi le dita mi ripeto che non bastano
( e lo puoi immaginare anche tu )
c'è che l'algida virago stella hardcore smette di riuscirmi nella stessa frazione di tempo in cui me ne accorgo
questo spazio virtuale sta diventando la panacea ai prodotti dell'alcool alle due di notte,
oltre che ridicolo

meno x è negativo
credo che tu abbia una percezione sbagliata di me
credo che tu abbia frainteso completamente ogni mia parola, credo che tu quando scrivo non capisca, credo che tu da quando ci siamo conosciuti non fai altro che fraintendermi,
o che peggio faccia finta di non capire, di non vedere, di non concretizzare le mie reali prospettive
( e lo so - vorrei fossero congruenti alle mie, ma pace all'anima del cazzo, c'ho fatto il callo )
credo che tu sia un don abbondio del cazzo e vorrei tanto che
per una volta
tu provassi ad ascoltarmi senza mettere in difesa il tuo ironico quanto patetico tentativo di sviare un discorso che riguarda te in primis e che io faccio il sacrosanto favore di esprimerti
perchè il confronto è un valore aggiunto - ma se tu la guardi come una problematica da sodomizzare con le tue frasette del cazzo e la tua condiscendenza da manuale io non posso più dirti niente
mi dai fastidio
mi dai così fastidio che te lo sbatto in faccia
e se io non prendo il tuo annuire a questo dato di fatto come totale menefreghismo nei miei confronti
fammi almeno il cazzo di piacere di non prendermi per il culo
sto perdendo man mano la moltutidine di motivi che mi tengono stretta a te, e tu
per tutta risposta
ti ci pulisci il culo con le mie elucubrazioni del cazzo
e mi fai sentire scontata, mi fai sentire una perfetta idiota, mi fai sentire come se tu
COME SE TU DANNAZIONE CON ME NON AVESSI PROPRIO NIENTE A CHE FARE
come se io non avessi più niente da dirti
ma io ho questo oceano di parole che vorrei sputarti addosso per farti almeno comprendere quanto io mi sia rotta i coglioni di ingoiare bile perchè ho fin troppo rispetto dei tuoi sentimenti per farti partecipe dei miei
e tu
e tu
e tu
non ti accorgi dello sforzo immane che faccio
perchè sono fondamentalmente un'egocentrica del cazzo e se io per prima faccio posto a te
non mi aspetto, di conseguenza, che tu ne faccia a me
ma come minimo potresti benissimo prestarmi considerazione
perchè se spesso e volentieri mi censuro per non alterare questo pseudo equilibrio raggiunto, è perchè ti voglio un bene del cazzo ( vai con la censura - a buon intenditor )
e non è vero che mi vuoi bene, e non è vero, perchè se tu me ne volessi ti basterebbe alzare il culo dal sacco di problematiche che tieni per capire che mi stai perdendo
ma non te ne fotte un cazzo accidenti
ed oltre a questo, tu non sembri curarti delle conseguenze delle tue parole
continui a mascherarti sotto questo tuo alone di emo depresso come arma contro ogni qualsivoglia argomento che riguardi una tematica strettamente legata a te e ics persona random
ed io, ripeto, ne ho rispetto
e non cerco nemmeno di entrarti dentro, perchè tu sei pervaso da quest'apatica patina di dolore impenetrabile in cui ti sei racchiuso per bene nella quale io non ho diritto di parola
e per evitarmi l'imbarazzo fingo che tutto questo ti passerà
e verrà il momento in cui io potrò dire qualcosa senza dovermi interrogare se tu sia seriamente in grado di sostenerla, una conversazione del genere
se tu avrai abbastanza tempo da dedicarmi, spazio per far entrare le mie parole nel tuo universo, voglia di ascoltarmi
e sai perchè lo scrivo qui ?
perchè meno di due ore fa hai avuto il culo di tranciare la mia libertà di espressione andandotene allegramente
ottenendo come risultato da oscar di farmi incazzare come una iena gravida
e dire che io non avevo intenzione di appropriarmi del tuo spazio vitale come uno sciacallo opportunista
sei spento, perso, non reattivo, inconcludente, poco incline alla più bassa forma di interpretazione, irascibile, incoerente, faccia da culo e fregancazzo
non sono più sicura che tu mi voglia
non sono più sicura che tu ci tenga realmente
non sono più sicura di te
e questo da tempo.
stai diventando tutto quello che odio di più
dove sei, da quando ho deciso di amarti ?

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la gente sta male
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confusion is my companion.
tarantella all'inazione
musa di nessuno
` io non tremo, è solo un pò di me che se ne va.¸
maria grazia ha quattro genitori, diciassette anni, cento domande, mille rimorsi.
un cuore ed un cervello che raramente collaborano in sintonia.
troppe pretese.
lei preferisce parlare di se stessa in terza persona perchè a scriverne in prima la tentazione di descrivere un altro essere più senziente di lei sarebbe incontenibile. è divisa in parti incongruenti fra loro, e per tenersi insieme si aggrappa a quelle poche certezze che tiene nelle mani, quelle che sempre più piano ha visto diminuire di numero, costringendola ad edificare un istinto di conservazione più restrittivo che ha messo davanti a lei
copie
su copie
su copie
fino a smarrirsi da sola, per doverci infine restare, per poter dire di non aver mai perso qualcosa in prima persona o vissuto, in prima persona.
perchè così è più comodo, è facile, è indolore e a volte, è anche divertente. per fingere di aver vinto quando invece si sta perdendo tutto, fuorchè la capacità di autodanneggiarsi all'infinito.
maria grazia è una di quelle persone che si vergognano delle quelle emozioni troppo forti che riescono ad uscire dalla propria bocca con troppa leggerezza, ed è per questo che, spesso, preferisce banalizzare e degradarsi alla sensibilità di una miccia nel polo artico, censurandosi la mente, accettando l'ultimo posto sul podio pur di non mostrare almeno un pò quelle spaccature che ogni tanto velocizzano il suo conto alla rovescia.
quando non riesce a tacersi, eccede nell'opposto, e diventa fuori dalla sua portata.
non ha limiti che non siano i suoi.
fuma old holborn giallo con filtri OCB e rizla blu.
da queste parole sembra una depressa alcolizzata cinquantenne e va fiera di non aver più l'istinto di continuare a scrivere ancora.
e a volte
pensa che voi non siate proprio un cazzo di niente.
o si ama o si odia.
( se scrivevo
'' sono na gran testa de cazzo '' ricevevo le stesse espressioni, ma
CRISTO se non amo fare la melodrammatica. )
ossigeno
le tragedie, appunto; le pennichelle pomeridiane, che inevitabilmente si prolungano fino a sera; bigiare scuola ad un passo dal portone; il finestrino aperto in macchina; ruolare, ruolare, ruolare;
FLIRTARE CON GLI SCONOSCIUTI; raccogliere sguardi curiosi nell'autobus; osservare in silenzio e far finta di niente se qualcuno richiama la tua attenzione; ossessionarmi; ping pong;
I TRASTULLI !; farmi foto trash col cellulare anche in mezzo alla strada; le lenti a contatto colorfull; il dolce faruncazzo; ma poi fare qualcosa di utile ( per me ); avere un pubblico che mi compatisca a comando; farmi odiare, ma poi rimediare;
NARGHILE' CON BEA; il calippo; la penombra; roma e i suoi odori nascosti nei vicoli di san lollo; dar l'impressione di avere ragione, e magari cannando invece alla stragrande; il mondo nintendo;
i sogni erotici che ti ricordi a metà; pogare anche gli offlaga disco pax, basta che si poghi; la pioggia; il glicine e le rose bianche; tante altre cose, tanta gente;
giaia.
male di miele
la mia lista di priorità; il perbenismo; essere una di quelle persone che desiderano una cosa ma quando ce l'hanno ci cagano sopra; farmi prendere la mano; il mio accettare spesso attitudini inaccettabili; il mio bioritmo sfasato; le faccine di msn; tutta 'sta tecnologia del menga; l'acqua panna; la fame nervosa; il caldo boia; il mio corpo, grazie; finire i soldi del cellulare durante una conversazione clue; odio anche il cellulare in fondo; quelli che 'non ha capito proprio un cazzo della vita'; ma anche quelli che 'io dico le cose in faccia' e invece te le sparano dietro senza passare dal via; veder crollare rapporti senza che io ne abbia colpa; odio aver odiato, probabilmente; tante altre cose;
giaia.
tutti gli uomini del presidente
ataque de nervios;
bamboladivetro;
batmanisdead;
chezmissmartha;
carrecentrismo;
endorphines;
fanculizzati;
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parcoeur;
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