remember me
forse non serve tentare di cambiare le cose.
forse siamo i primi ad avere un'opinione sbagliata di noi stessi.
e agiamo di conseguenza.
new year, new life
La scuola è ovunque, che a noi piaccia a meno.
Dando per scontato che la scuola sia già, di per sè, a scuola, questa infida bastarda si infila in ogni più remoto angolo mentale cercando con repotenza egocentrica di spazzare via qualsiasi altro pensiero che non sia legittimamente collegato a qualsivoglia attività didattica. Sotto il letto, nella libreria, sui tavoli. La scuola è come Dio, ti prende dall'esterno fin da piccolo e tu ti autoconvinci che sia cosa buona e giusta. In verità sto mettendo giù questo delirio perchè a me sembra che non me ne freghi mai un cazzo di niente, ma invece me ne importa sempre di tutto e anche oltre. Di conseguenza ciò che non riesco ad inglobare come ausilio lo aggredisco targandolo come pericolosamente nocivo. Non mi piace che una cosa pericolosamente nociva stia prendendo il sopravvento sulle mie giornate .. * porcone *
In compenso, sto passando delle belle giornate. Ieri per esempio ho scoperto quanto sia facile prendersi quattro cotte di seguito per le strade di Roma, perchè Roma, signori e signore, Roma veste bene, Roma è charmante, Roma ha sempre un team di modelli usciti da Vogue dietro l'angolo, Roma è un concentrato di vita e non sarà forse veloce come NY, luminosa come London, estetica come Paris o claustrofbica come HK, ma se fino al 2008 ha mantenuto con onore l'appellativo di Caput Mundi ci sarà, sicuramente, un perchè.
Digressioni elogistice prive di finalità precise a parte, trovo che Gennaio sia un mese del cazzo. Che stia passando delle belle giornate è vero, ma questo ottimismo pre natalizio l'ho conservato solo io. E' tutto così dannatamente rapido e sconvolgente che io stessa non riesco a mantenere intatta la cognizione del tempo. Se non altro, questo mi ha in parte risvegliata dal torpore. Tutto attorno a me sembra lasciarmi un segno, e da questo presumo di esser parte di qualcosa che mi fa sentire ogni giorno infinitamente viva, nonostante le lacrime e le incomprensioni e le separazioni.
Ultima cosa, poi vado all'uscita di scuola altrimenti c'è l'uomo nero che mi picchia.
( si signor grimo, sto parlando di lei v.v )
Ieri un ragazzo mi ha confessato che gli ispiro tanta simpatia e che mi vuole bene, come ad una sorella. Io con questo tipo non ci avevo mai parlato prima.
Ieri una ragazza mi ha chiesto come faccio a relazionarmi così facilmente con la gente. Io ho sempre sostenuto di aver grandi problemi in questo.
Credo che alla fine per conoscere veramente sè stessi bisogna guardarci con gli occhi di qualcun altro.
P.S.: un bacio a Bi, e perfortuna che non siamo partite per Napoli perchè sono troppo giovane per fare la netturbina.

alle tre di notte si scopre che.
Salve, a volte mi chiamo Maria Grazia, ho pressappoco sedici anni e non so nel modo più assoluto cosa farmene delle poche cose che ho nelle mani. Perchè son davvero ristrette le situazioni che ho sotto il mio controllo, e questo inevitabilmente, nel mio cervello adolescente, mi spinge a confrontarmi più o meno oggettivamente con gli altri, giungendo alla drammatica conclusione che un'ennesima volta devo capire cosa c'è che non funziona, cosa impedisce ai giorni di prendere una piega ordinaria, qual'è quel bastone fra le ruote della mia breve esistenza.
Sarà il mio eccessivo e futile schematizzare ogni evento, ed il mio conseguente - ed inevitabile - fallimento ? Sarà che passo troppo tempo a pensare a cosa c'è che non quadra invece di godermi appieno ogni singolo istante ? Sarà che da più di un anno ho deciso di non rischiare per nulla e per questo mi precludo possibilità di successo e sbagli da cui potrei trarre insegnamento ?
Anche, certamente. Ma, occhio e croce, direi anche le mie singolari scelte dei campi in cui dovrei eccellere. Precedentemente, avevo informato il mondo conosciuto che mi sarei impegnata a ri organizzare il mio bioritmo, e tutto ciò che gira attorno ad esso. Trovo estremamente difficile provare a cambiare le dinamiche di una situazione - di qualsiasi genere - una volta stabilite consciamente o non. Abbandonare una politica come il fancazzismo perpetuo lo è ancor di più, perchè è molto semplice dare un calcio ad una montagna di sabbia, ma rimettere i granelli in sesto non è certo missione di poco conto.
Personalmente parlando, certo.
Non riesco ad abbandonarmi completamente nè all'ozio totale, portatore di sensi di colpa infiniti, nè al mio lato serio e pragmatico ( vi garantisco che esiste. ) che mi porterebbe a smetter di scrivere questo post a quest'ora indecente e studiare Francese per il compito di domani, nonostante sia sui pronomi relativi - e qui ben capirete che v'è ben poco da studiare. Una via di mezzo, direte voi. Si, ma qui vien di mezzo la parola TEMPO, accompagnata elegantemente dall'aggettivo POCO, seguito a sua volta da un'interiezione conosciuta come CAZZO.
Prendiamo tutte e tre le situazioni, ed elenchiamo tre tipi di giornate.
Stato brado:
La giornata comincia alle due di notte, ti infili il pigiama ( perchè ovviamente sei andata a dormire vestita ) e ti fiondi davanti lo schermo acceso. Continui così fino alle quattro, e poi poffarbacco; ti ricordi di non aver ancora eseguito i compiti. Prendi i libri per domani, li sfogli così non ti viene il magone, leggi qui e li, fai affidamento alla tua memoria precaria e li getti definitivamente ai piedi del letto. Nuovamente al computer controlli posta; commenti; forum e quant'altro, appena senti tua madre gorgogliare nel sonno letteralmente ti catapulti sul letto fingendo un qualche gargarisma per sottolineare che stai dormendo alla grande. Son le sei e mezza, bagno, vestiti, trucco, una padellata in testa a tua madre per farla star zitta e vai col tuo passo strascicato alla fermata. Hai dimenticao i libri - dettagli. Prendi l'orario per vedere che hai alla prima ora e quasi ti viene un infarto, perchè improvvisamente ti ricordi che hai il compito di greco. Oh, ma ieri hai avuto TEMPO/POCO/CAZZO per ripassare. Non può finire così la tua vita, sopra un foglio protocollo con una versione incomprensibile autografato da te; e successivamente dal due della tua professoressa preferita. Tra l'altro l'autobus non arriva e si fanno le otto. Così non va bene forse. Ritorni a casa, recuperi le ore di sonno arretrato, esci - torni a casa ad un'ora decente - fai un giro di telefonate, ti fai un pò di seghe mentali perchè, giustamente, hai sedici anni e te le puoi permettere ed è già mezzanotte. Sputi sui libri ed è un giorno nuovo. Il perfetto prototipo della persona socialmente più inutile.
La via di mezzo:
Va un pò meglio, ieri sera sei tornata alle undici coi compiti già fatti, ceni con grande entusiasmo e ti avvolgi in un bozzolo di piume e poliestere per risvegliarti alle cinque perchè non riesci a dormire. Poco male, ti alzi e vai a guardare le repliche di Scrubs finchè non sono le sette, allora vai con doccia flash, bicchiere di latte, vestiti e zaino. Stavolta non bigi scuola, ti fumi due lucky strike prima di entrare e aspetti che le cinque ore passino in fretta, dimostrando più o meno a tutti i professori che le ragazze carine non necessariamente devono essere anche intelligenti. Passi un'ora davanti il portone scolastico per parlare in allegria, ti allontani poco dopo e torni a casa. La giornata di scazzo brado però ha lasciato alcuni residui di sonno pesante, e appena giri la manopola di camera stramazzi agonizzante sul lettone invocando orfeo di prenderti e portarti via; e pure in fretta. Oh mio dio, apri gli occhi che fuori è buio, saran le sette. Studi fino alle otto risparmiandoti i compiti che puoi fare in un quarto d'ora e ti arriva un messaggio con scritto che, ollallà, stasera gran festone a casa del primo pirla che vi viene in mente. Ri doccia, ri trucco, ri vestiti ed esci. Figo il festone, va là. Casa ad ora vergognosa ( ma ovviamente non dormi perchè hai dormito tutto il giorno ) e computer sia. T'alzi che sei uno zombie, ma almeno riesci a formulare un 'Buongiorno prof .. Scusi il ritardo, sa è morta mia nonna.' più o meno decente - sebbene non credibile - e ti siedi in pace. Non ti ricordi un cazzo di quel che hai studiato.
La persona seria e posata:
Tipo cucchiaio. Ordunque, sveglia alle sei e mezza così non si rischia di arrivare in ritardo. Lunga doccia che si trasforma in un bagno turco, abbondante colazione di fibre e proteine, libri in un ordine che non ha mai visto nemmeno la tua collezione di pacchetti di sigarette e bacio alla mamma perchè ti senti davvero buona. Autobus in orario, ti siedi, saluti Angelini, Barone e chi altri prendon il mezzo con te ed arrivi al Tasso dieci minuti prima. In classe fai pure qualche intervento interessante ( ma anche della serie: scusi prof, ma l'associazione mogli medici è composta dalle mogli dei medici o da mogli che sono medici ? - e ovviamente qualcuno si gira con aria turbata, mentre quelli idioti quanto te ti sorridono e fanno ' bella domanda, sai che me l'ero chiesto anch'io Mary ? ' tratto rigorosamente da una storia vera. ) non ti fermi nemmeno davanti a scuola perchè devi andare in libreria, poi dal medico per ritirare qualche certificato, appuntamento dall'oculista e casa alle cinque. Apri i libri e ci stai, miracolo, fino alle sette. Sei praticamente perfetta per un'interrogazione orale di latino. Infili un DVD interessante e ti metti sopra la Cyclette, sapete, la linea. Passi solamente qualche ora al computer, te ne fotti dei festini ed i piccoli rendez-vous perchè sono già le undici e tu stai aspettando solo il colpo di grazia per inanimarti sul materasso e risvegliarti alle sei e mezza.
Che vi piaccia o meno, ruota tutto attorno ai doveri scolastici ed al tempo per essi, sottratto miseramente ai bisogni fisici primari ed a quelli sociali. Avrete notato certamente che in ognuna di queste giornate manca un equilibrio fisso. Nella prima c'è il caos totale, anni di lotta per la parità dei diritti delle donne mandati a puttane, zero schemi e totale quanto brutale improvvisazione. Nella seconda questo equilibrio viene quasi raggiunto, perchè si riesce più o meno ad equilibrare scuola - amici - casa, ma il tempo che dedichi a questi non è sufficiente per eccellere nemmeno in uno dei campi. Nella terza, inutile che ve lo dica, impegni vari non lasciano spazio a svago e cazzeggio. Dio, se ci sei, regalaci almeno una giornata da trenta ore anzichè ventiquattro, per far cifra tonda. Magari è solo questo periodo, magari è solo questione di alternare secondo le necessità, magari progressivamente riuscirò a formulare uno schema dove gli orari combaciano senza nuocere a nessuno. Ma io questo equilibrio ancora lo sto cercando, ed in più, ammetto che la voglia è davvero poca, nonchè i coglioni saturi dei singolari frangenti in cui questi tre tipi di giornate si collocano.
Non credo di aver espresso alla meglio quel che volevo inizialmente dire ( e non ricordo nemmeno più cosa volevo dire, sinceramente. ) ma almeno spero di aver dato un'idea, perlomeno vaga, di quanto io sia confusionaria in tutto. Ve ne frega, lo so.
Vado a far Francese va, ma porca di quella puttana, di quella puttana ..

on air
follow her
anobii:
unbelivable
dA page:
queen of crows
facebook:
maria grazia g.
friendster:
acca due odio
hobby:
nomination graphic
lastFM:
bery-chan
msn space:
maryfigazz
myspace:
H20dio under construction
netlog:
tanzbambolina
twitter:
maitresse
la gente sta male
Everything around me revolves
around one single point
I'm sure of
my confusion
No matter what I do
I'm never really mentally there -
confusion is my companion.
tarantella all'inazione
musa di nessuno
` io non tremo, è solo un pò di me che se ne va.¸
maria grazia ha quattro genitori, diciassette anni, cento domande, mille rimorsi.
un cuore ed un cervello che raramente collaborano in sintonia.
troppe pretese.
lei preferisce parlare di se stessa in terza persona perchè a scriverne in prima la tentazione di descrivere un altro essere più senziente di lei sarebbe incontenibile. è divisa in parti incongruenti fra loro, e per tenersi insieme si aggrappa a quelle poche certezze che tiene nelle mani, quelle che sempre più piano ha visto diminuire di numero, costringendola ad edificare un istinto di conservazione più restrittivo che ha messo davanti a lei
copie
su copie
su copie
fino a smarrirsi da sola, per doverci infine restare, per poter dire di non aver mai perso qualcosa in prima persona o vissuto, in prima persona.
perchè così è più comodo, è facile, è indolore e a volte, è anche divertente. per fingere di aver vinto quando invece si sta perdendo tutto, fuorchè la capacità di autodanneggiarsi all'infinito.
maria grazia è una di quelle persone che si vergognano delle quelle emozioni troppo forti che riescono ad uscire dalla propria bocca con troppa leggerezza, ed è per questo che, spesso, preferisce banalizzare e degradarsi alla sensibilità di una miccia nel polo artico, censurandosi la mente, accettando l'ultimo posto sul podio pur di non mostrare almeno un pò quelle spaccature che ogni tanto velocizzano il suo conto alla rovescia.
quando non riesce a tacersi, eccede nell'opposto, e diventa fuori dalla sua portata.
non ha limiti che non siano i suoi.
fuma old holborn giallo con filtri OCB e rizla blu.
da queste parole sembra una depressa alcolizzata cinquantenne e va fiera di non aver più l'istinto di continuare a scrivere ancora.
e a volte
pensa che voi non siate proprio un cazzo di niente.
o si ama o si odia.
( se scrivevo
'' sono na gran testa de cazzo '' ricevevo le stesse espressioni, ma
CRISTO se non amo fare la melodrammatica. )
ossigeno
le tragedie, appunto; le pennichelle pomeridiane, che inevitabilmente si prolungano fino a sera; bigiare scuola ad un passo dal portone; il finestrino aperto in macchina; ruolare, ruolare, ruolare;
FLIRTARE CON GLI SCONOSCIUTI; raccogliere sguardi curiosi nell'autobus; osservare in silenzio e far finta di niente se qualcuno richiama la tua attenzione; ossessionarmi; ping pong;
I TRASTULLI !; farmi foto trash col cellulare anche in mezzo alla strada; le lenti a contatto colorfull; il dolce faruncazzo; ma poi fare qualcosa di utile ( per me ); avere un pubblico che mi compatisca a comando; farmi odiare, ma poi rimediare;
NARGHILE' CON BEA; il calippo; la penombra; roma e i suoi odori nascosti nei vicoli di san lollo; dar l'impressione di avere ragione, e magari cannando invece alla stragrande; il mondo nintendo;
i sogni erotici che ti ricordi a metà; pogare anche gli offlaga disco pax, basta che si poghi; la pioggia; il glicine e le rose bianche; tante altre cose, tanta gente;
giaia.
male di miele
la mia lista di priorità; il perbenismo; essere una di quelle persone che desiderano una cosa ma quando ce l'hanno ci cagano sopra; farmi prendere la mano; il mio accettare spesso attitudini inaccettabili; il mio bioritmo sfasato; le faccine di msn; tutta 'sta tecnologia del menga; l'acqua panna; la fame nervosa; il caldo boia; il mio corpo, grazie; finire i soldi del cellulare durante una conversazione clue; odio anche il cellulare in fondo; quelli che 'non ha capito proprio un cazzo della vita'; ma anche quelli che 'io dico le cose in faccia' e invece te le sparano dietro senza passare dal via; veder crollare rapporti senza che io ne abbia colpa; odio aver odiato, probabilmente; tante altre cose;
giaia.
tutti gli uomini del presidente
ataque de nervios;
bamboladivetro;
batmanisdead;
chezmissmartha;
carrecentrismo;
endorphines;
fanculizzati;
forsakenpianist;
parcoeur;
leilui;
lostintherain;
mangrovia;
miriadel;
myneverneverland;
parolesfavillanti;
pondicherry;
stupidamocciosetta;
ninecrimes;
trees;
categorie
changescomunicationsdelirio etilicolaif is nawlo scazzo che pesamasturbazione mentalenonsensenullafacendoprese di coscienzareflectionstestvittimismo andante
tutto domani
gennaio 2009
febbraio 2009
marzo 2009
aprile 2009
maggio 2009
(
2008 )
(
2007 )
(
2006 )
pochi istanti nella lavatrice
*loading* chiamate senza risposta
sulle labbra
disclaimer
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7-3-2001
credits
© Hosting by
Splinder and
Imageshack
© all credits in
folder
© Html & Template by
Maitresse
Distribuito su NOMINATION